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Elogio della nostalgia

di Riccardo Vergnani

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In un precedente articolo avevo scritto che il sentimento dell’esotico è la curiosità. Si potrebbe quindi specificare che la curiosità è quel moto dell’animo che spinge il viaggiatore fuori da casa – eventualmente alla ricerca dell’esotico.

Ma antitetico e, allo stesso tempo, complementare alla curiosità è un altro sentimento: la nostalgia. Se il viaggio da un lato facilita tutta una serie di acquisizioni legate all’esplorazione e alla scoperta, dall’altro comporta necessariamente una perdita. Viaggiando, lascio dietro di me qualcosa. Cosa si lascia indietro poco importa. Anzi, si potrebbe parlare in effetti di nostalgie, dato che ognuno di noi ha un modo diverso di intendere la lontananza e oggetti diversi su cui appuntare il senso di perdita (sebbene questa possa essere  temporanea). A parte la differenza insita nell’esperienza individuale, si può comunque rilevare un fondo comune nelle nostalgie di viaggio: il sapore agro-dolce che acquistano i pensieri legati a ciò che si ha abbandonato, un misto di tristezza e compiacimento nel ricollegarsi al passato. Viaggiare quindi non solo un movimento univoco tra due punti, da A e B, ma è un movimento continuo del pensiero nella geografia dell’animo.

Il vero viaggiatore non può non essere nostalgico. Il suo termine di paragone è il Sé, costruito a partire da un universo mitologico di significato che lo accompagna dovunque vada. Qualsiasi cosa egli approcci, vi sarà per forza di cose un rimando a qualcosa che non è in quel momento. Un viaggio nel viaggio, potremmo dire. Il primo grande nostalgico di viaggio è chiaramente Ulisse. Bloccato sull’isola d’Ogigia dalle pressanti necessità erotiche della ninfa Calipso (possiamo anche pensare che, in fondo,  il nostro eroe non se la passasse così male), il principe greco piange l’amata Itaca seduto tutto solo su uno scoglio. Ulisse è l’uomo multiforme, il navigatore per eccellenza, quasi ci stupisce questo suo desiderio di ritorno alla “normalità” di casa. Eppure, nell’Odissea il suo pensiero va costantemente alla  patria. Sappiamo anche, secondo la tradizione post-omerico, che qualche anno dopo il ritorno a Itaca Ulisse vorrà ripartire per mare. La nostalgia è un sentimento contradditorio, ha bisogno di negarsi per poter emergere.

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La nostalgia non è necessariamente diretta al paese d’origine, ma può anche rivolta a un luogo d’elezione. In Corte sconta detta arcana, Corto Maltese entra nella sua casa di Hong Kong (lontana chilometri dalla nativa Malta) riflettendo che “è bello tornare a casa”. Si può persino avere nostalgia di una situazione: McCandless, il tragico (e reale) protagonista di Into the wild, rimpiange prima di morire gli affetti borghesi che tanto aveva combattuto.

Tutti, però, sono accumunati dai peripli compiuti dalla mente. La direzione della nostalgia è obliqua, a volte divergente.

A Parigi, dove mi trovo ora, incontro quotidianamente la nostalgia degli Italiani espatriati. A centinaia, anzi a migliaia, hanno lasciato l’Italia per motivi differenti: studio, lavoro, amore, semplice desiderio d’avventura. Ma tutti hanno un sospiro pronto al pensiero di ciò che hanno lasciato, come gli amici, la famiglia, il clima…e il cibo, ovviamente. Non hanno necessariamente il desiderio di tornare a casa – non subito, almeno. La nostalgia è un sentimento più complesso, non lo si risolve prendendo l’aereo. È il pegno che il viaggiatore paga al suo essere viaggiante. Ma è uno scotto produttivo, che porta a riflettere, e a riflettersi, sulla realtà che dobbiamo affrontare quotidianamente.

Allora sappia il novello viaggiatore che nel suo bagaglio dovrà trovare un po’ di posto per la nostalgia. Non c’è spazio per quei fanatici che partono a testa bassa senza neanche un pensiero rivolto al passato. Lo spazio esteriorizzato del viaggio è lo spazio interiorizzato della nostalgia. Non si può partire senza tornare, di tanto in tanto, da dove siamo venuti. Perlomeno con il pensiero.

CortoMaltese

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5 thoughts on “Elogio della nostalgia

  1. Mi piace molto l’idea di scrivere una sorta di fenomenologia dei sentimenti legati al viaggio . In futuro si dovrebbe scrivere qualcosa a proposito di sentimenti affini alla nostalgia, come la brasiliana saudade e l’ucraina oskomena (non sono sicuro della dizione di quest’ultima). Scoprire nuove mondi-culture significa a volta anche imbattersi in parole che rappresentano sentimenti che non abbiamo mai provato. E’ a partire da una viaggio che ci porta una parola nuova, che impariamo a esplorare anche quella parte di universo che ci scorre dentro.

  2. aah muy bueno Rica!! me lleva a pensar en esto de ser extranjero.. et aussi recordé un poema de Borges, “arte poética”…Cuentan que Ulises, harto de prodigios,/ lloró de amor al divisar su Itaca / verde y humilde. El arte es esa Itaca / de verde eternidad, no de prodigios….. Donc, por todo este viaje mental.. merci beaucoup!

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