Arte/Asia/Mostre/Religioni

Tibet: tesori dal tetto del mondo

di Stefano Camellini

TREVISO 20 ottobre 2012 – 2 giugno 2013

http://www.laviadellaseta.info/tibet/la-mostra/

Oggetti da ogni parte del grande Tibet, collezionati dai viaggiatori,  si avvicendano sotto gli occhi del visitatore come alla presenza di un ordinato bottino messo in mostra svuotando una grande borsa di ricordi. Si entra così in contatto con le diverse incarnazioni del Buddha nel culto del lamaismo tantrico, religione densa di contaminazioni importate dall’induismo e di retaggi dello sciamanesimo Bӧn di quei luoghi (come per l’utilizzo nei rituali Tantrici del cranio di santi monaci). Il visitatore incontra così i colori delle bandiere di preghiera, percepisce gli odori della città santa di Lahsa, prova il desiderio di unirsi ai fedeli nella processione attorno al monte santo Kailash e vive la storia travagliata del popolo tibetano nell’incontro/scontro con la vicina cultura cinese.

Dopo questo incontro sorge spontanea un’osservazione: quanto poco si conosce dell’altro grande sistema ideologico diffuso sul nostro globo insieme a quello ebraico-cristiano-islamico? Perché non sempre ci si rende conto (senza scadere nell’orientalismo romantico) della parzialità del nostro punto di vista, qualche millennio settario persino nel nostro universo spaziale. Pensiamo che viste le bellezze commoventi del Tibet basti gridare “Tibet libero!”, e il gioco sia fatto . Ecco, abbiamo toccato l’Asia, siamo virtualmente a posto! Sarebbe la stessa cosa se un cinese medio andando ad una mostra sull’arte Armena, dopo aver comprato un gadget di cui ignora il significato, scrivesse del suo stato d’animo di angoscia per le pene del popolo Armeno nella storia, magari lasciando una bella frase sul social network di cui dispone e pensasse così che i problemi dell’Europa sono tutti li, nel nostro essere bellicosi e prevaricatori.

Forse è per questo che tra le incarnazioni dello spirito più temute (ma anche venerate e rispettate con positiva propensione) nel lamaismo  abbiamo la manifestazione di Buddha come Mahakala: protettore del Dharma, figura propensa all’ira, veicolo della difesa degli uomini giusti. Già da millenni si conosce l’insensata capacità dell’uomo di odiare ciò che non conosce e la sua sete di conquista. Forse l’uomo ha inventato gli dei per proteggersi da se stesso, o per esemplificarsi e tentare di conoscersi.

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