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Fermati per un momento. Prima di andare

Riflessioni sul viaggio e la scrittura dopo la presentazione al Caffè Letterario dell’antologia  “Un viaggio lungo un emozione”, che raccoglie i racconti di vincitori del concorso de Il Cherubino.

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di Lucia Cupertino

Roma, 19 gennaio 2013, h.17, 30.

Giunta l’ora X per tutti i finalisti del concorso nazionale “Un viaggio lungo un’emozione” lanciato dall’associazione Il Cherubino. Cielo lacrimoso, aria che si alleggerisce degli schiaffi del vento mattutino. Ci ritroviamo all’ingresso del Caffè Letterario di via Ostiense, 95, un luogo che coniuga il piacere di un mojito con quello della conversazione, costituito com’è dall’area caffè, da una biblioteca e da un salone per convegni, incontri ed esposizioni.

Siamo sconosciuti gli uni agli altri ma accomunati dalla passione per il viaggio, quell’atto che ognuno di noi in seguito ha poi tentato di spiegare avvicendandosi sul palco. Declinazioni distinte dei nostri discorsi per un significante –viaggio- riempito da ognuno con un significato diverso. Eppure un comune denominatore è stato possibile riscontrarlo: per tutti rappresenta ineludibilmente un transito, il percorrere un cammino, l’avventurarsi in zone inesplorate del Mondo e dell’anima, verso recessi apportatori di cambiamento profondo.

Il concorso, intitolato alla memoria di Alessandro Vicinanza, prevedeva tre distinte categorie: la poesia, il fumetto e il blog; tre generi per raccontare, con le peculiarità proprie di ognuno, il dispiegarsi di questo sempre sfuggente esperire che è il viaggio.

La raccolta antologica  presentata al Caffè letterario romano, riunisce i contributi di giovani under 30 provenienti da varie parti d’Italia e per nessun motivo intenzionati a mollare la passione per il viaggio e quindi anche per quel soffio di riflessività, libertà, sfida in esso intrinseco. Perché viaggiare significa movimento ma anche non-movimento, intervallare i momenti di esposizione esterna con quelli di interiorizzazione, andare in-contro a realtà più o meno sconosciute e poi riparare per qualche ora o qualche tempo nel cantuccio di se stessi, dandosi il tempo di ordinare, ergo ricreare l’ordito di quel che è stato.

Per me lo sguardo del viaggiatore appassionato sta tutto nel compimento di un atto dinamicamente congelato in questo verso roversiano: Fermati. Per un momento. Prima di andare.

Mi fermo un momento a guardareRoberto Roversi

Non correre. Fermati. E guarda.
Guarda con un solo colpo dell’occhio
la formica vicino alla ruota dell’auto veloce
che trascina adagio adagio un chicco di pane
e così cura paziente il suo inverno.
Guarda. Fermati. Non correre.
Tira il freno alza il pedale
abbassa la serranda dell’inferno.
Guarda nel campo fra il grano
lento e bianco il fumo di un camino
con la vecchia casa vicina al grande noce.
Non correre veloce. Guarda ancora.
Almeno per un momento.
Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano
il colore dei muri delle case
le nuvole in un cielo solitario e saggio
le ragazze che transitano in un raggio di sole
il volto con le vene di mille anni
di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.
Fermati. Per un momento. Prima di andare.
Ascoltiamo le grida d’amore
o le grida d’aiuto
il tempo trascinato nella polvere del mondo
se ti fermi e ascolti non sarai mai perduto.

 

– – –

È possibile prenotare una copia della pubblicazione antologica mandando una mail a info@ilcherubino.org. Nei prossimi mesi verrà inoltre realizzato un ebook curato dalla Maritato group casa editrice. Tutti gli aggiornamenti sono disponibili su http://www.ilcherubino.org

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