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Un popolo di navigatori – il record di Giovanni Soldini

di Riccardo Vergnani

In tempi di caduta degli dei (le dimissioni del Papa e la tragedia  di Oscar Pistorius) e di crisi sociali (“serva Italia di dolore ostello…”), è confortante sapere che ci rimane almeno il mare.

Il record di Giovanni Soldini e del suo team è l’ultimo segno di quell’italianità storica che tanto rimpiangiamo: 47 giorni (e 42 minuti) da New York a San Francisco su un Vol 70 ribattezzato Maserati, una barchetta leggera e veloce non dissimile ai mitici clipper che trasportavano merci su e giù per i sette mari nel corso di tutto il XIX° secolo. 10 giorni in meno rispetto al precedente record, risalente al 1998.

Ma non riduciamo l’impresa di Soldini al vecchio elogio futurista della velocità o alla sola dimensione sportiva: la navigazione è soprattutto Storia e Letteratura.

Soldini che batte il record si ricollega ai cercatori d’oro che percorrevano la stessa rotta due secoli fa.

Ai Mapuche, che osservavano dalla costa, indomiti, gli invasori stranieri .

A El Draque (“il dragone”), Francis Drake, che osava sfidare la Corona spagnola nella guerra di corsa delle Indie occidentali.

A Ulisse, santo patrono di tutti i navigatori.

Soldini è l’Italiano che assume su di sé il fardello di quest’enorme tradizione e rende il mito del mare, una volta ancora, vivente. L’opera di Soldini è logos.

Non voglio esagerare coi tecnicismi, ma l’ultimo tratto fatto tutto di bolina (il vento a 45° rispetto alla vela, per intenderci) spinti dal vento costante degli Alisei semplicemente mi commuove: le grandi avventure nel Pacifico hanno da secoli seguito le stesse modalità, seguendo le stesse rotte in un eterno ritorno di spiriti lanciati verso l’infinità delle onde.

Doppiare Capo Horn. Un verso settenario, poesia allo stato puro.

E non venitemi a dire che col radar e il GPS è tutto più facile. Per governare una barca con raffiche a 40 nodi il computer non serve proprio a niente. Avevano pure finito le scorte di cibo, la cambusa non doveva essere troppo appesantita alla partenza.

Italiani, popolo di…santi in giro non se ne vedono (sono mai esistiti?), e i poeti li abbiamo tutti sepolti nei manuali della scuola dell’obbligo. Ma grazie a Soldini, possiamo dire che il mare ancora ci appartiene.

Foto di copertina: Tommaso Ausili©

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